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BARRIERA DEL PONTE ROSSO. 185

proprio il cognome di Venturini. Nel 1698 ne faceva acquisto Alessandro di Francesco Coppola marchese di Monte Follonico il quale ingrandiva la villa e le dava un aspetto più elegante. Maggiori abbellimenti ebbe in seguito la villa quando passò in proprietà dei Conti D’Elci che l’ebbero fin dopo la metà del decorso secolo. Fu poi acquistata dal tenente generale Negri, valoroso soldato delle guerre dell’indipendenza nazionale, il quale cessò di vivere in questo delizioso luogo di villeggiatura e di riposo.

L’Oriuolo. - Villetta Incontri. — Posta lungo la Via Bolognese, questa villa faceva parte del possesso del Capponi annesso alla villa della Pietra. In origine fu casa da signore della famiglia Da Fortuna originaria del castello di cotesto nome in Mugello. Essa ne era in possesso ai primi del XV secolo. Dopo un secolo, passò nei Niccolini e successivamente nei Capponi.

Il Marchese Gino Capponi concesse per varj anni ospitalità in questa graziosa villa all’amico suo Pietro Colletta, l’illustre storico napoletano, il quale nella quiete di questo seggiorno potè condurre a termine alcune sue opere. Un’epigrafe marmorea sta a ricordare la dimora dell’insigne scrittore.

La Pietra. — Piccolo borgo di antica origine che ebbe nome dal pilastro o termine di pietra dov’era indicato il primo miglio di distanza dalla Porta a S. Gallo. Ne’ tempi antichi il borghetto era denominato La Pietra al Migliajo.

La Pietra. - Villa Incontri. — Fra le ville del colle di Montughi è questa una delle più grandiose e più ricche di decorazioni di gusto barocco. La sua facciata imponente, il viale d’accesso ed i giardini che la circondano rispecchiano infatti tutto il carattere sfarzoso delle ville toscane del XVIII secolo. In origine era in questo luogo una casa da lavoratore con un podere che Michele Bruni nella seconda metà del XV secolo lasciò per legato ai Consoli dell'Arte della Lana. Il 15 giugno 1697 il Marchese Alessandro Capponi acquistò il possesso dell’Arte della Lana e vi edificò la villa, valendosi forse dell’opera degli stessi architetti Fontana e Ruggeri che contemporaneamente co-