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BARRIERA DELLE CURE. 137

le aggiunte che vi furono fatte è da annoverarsi anche il piccolo portico che vi sta dinanzi.

Nel 1018 il vescovo Zanobi donò questa chiesa ai canonici fiesolani coll’obbligo che presso di essa dovessero abitare e cibarsi.

La chiesa di S. Maria è ricca di opere d’arte di notevole pregio. Si sa che nel 1413 Mariotto di Nardo, un artista molto operoso, ma del quale ben poche cose certe si conoscono, lavorò per questa chiesa, dove dipinse sulla porta una Madonna con varj santi che nelle diverse trasformazioni dell’edifizio è andata malauguratamente perduta. Chi sa però che a questo maestro non siano da attribuirsi alcuni resti di affreschi di carattere della seconda metà del XIV secolo, uno dei quali rappresentante la Presentazione di Maria al tempio, che vennero posti in luce nel 1890. Per questa chiesa aveva dipinto una tavola anche Fra Filippo Lippi, ma essa fu venduta ed oggi si trova a Monaco di Baviera.

L’antica tavola di Maria Intemerata, opera di maniera bizantina, si conserva sopra l’altar maggiore, chiusa in un bellissimo tabernacolo marmoreo con statuette ed ornati, opera del XIV secolo. Sull’altare a destra di quello maggiore e una croce dipinta della maniera di Agnolo Gaddi e su quello nel braccio destro della croce vedesi un bassorilievo di terra cotta invetriata rappresentante il Crocifisso, la Vergine, S. Giovanni Evangelista, la Maddalena e due angeli volanti. È opera della maniera di Andrea Della Robbia ed ha nel gradino gli stemmi della famiglia Bozzolini ed una iscrizione la quale fa ritenere che il bassorilievo adornasse in origine un tabernacolo posto lungo la via. Esistono pure in questa chiesa: una testa di S. Rocco scolpita di bassorilievo da Francesco di Giuliano Da Sangallo con una iscrizione che porta il nome dell’artista e la data 1542; un’altra testa virile di bassorilievo colla data 1575; un’antica insegna di legno dipinta, colla Vergine da un lato e gli stemmi di Fiesole e dell’Opera a tergo, opera di maniera Ghirlandajesca; una croce processionale d’argento eseguita nel 1560 dall’orafo fiorentino Girolamo