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BARRIERA ARETINA. 3


vento che fu arso e predato, mentre i monaci vennero feriti e posti in fuga.

Rifatto, ampliato, arricchito colle donazioni di molti cittadini, decorato di una chiesa più vasta, il monastero di S. Salvi servì nel 1313 di residenza ad Arrigo VII imperatore, quando pose inutilmente l'assedio intorno a Firenze.

Più triste vicenda toccò al monastero di S. Salvi nel 1529, quando i fiorentini preparandosi a difendersi dalle milizie imperiali e papali, distrussero nei dintorni della loro città tutti quelli edifizj che avrebbero potuto servire di asilo e di protezione al nemico e di danno a Firenze. La chiesa e il monasteso di S. Salvi, secondo scrivono concordemente tutti gli storici, non furono salvati ed i cittadini demolitori dei loro splendidi monumenti, si arrestarono solo nell’opera di distruzione dinanzi al refettorio dov’era il mirabile cenacolo di Andrea del Sarto.

Ma l’affermazione, per quanto unanime degli storici, dev’essere accolta con molta riserva, o per lo meno attenuata assai.

Sta bene che l’affresco stupendo d’Andrea non fu toccato; ma nemmeno il monastero e la chiesa subirono affatto quella completa distruzione alla quale si accenna. Come suoleva farsi in casi congeneri, si saranno scoperti i fabbricati, tolti gli affìssi, smantellate alcune parti che potevano servire di comodo e di sicuro asilo agli assedianti; ma di distruzione non è il caso di parlare. La chiesa conserva a buon conto la sua struttura antichissima, il chiostro medioevale si può dire intatto, col suo doppio ordine di logge, le volte del gran refettorio sono antiche e molte altre parti dell’ampio e ricco monastero serbano il tipo ed i caratteri delle costruzioni anteriori di due secoli all’assedio di Firenze.

Caduta la repubblica, i monaci Vallombrosani non poterono tornare a S. Salvi ed il Papa concesse invece nel 1564 il locale alle Monache Vallombrosane di S. Giovanni Evangelista di Faenza, in compenso del loro convento distrutto per la costruzione della nuova fortezza da Basso. Ricostruiti i tetti, risarcite le mura, riparati i danni arrecati alla fab-