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da san marcello a popiglio e lucchio 151


tica però, cominciando da San Marcello, aveva in suo favore i più forti castelli. I montanari armati di falci e di zappe si unirono a cacciare i Castrucciani da Popiglio, e attesero i fuggenti al varco del detto piccolo ponte che è sulla Lima. Quivi lo scontro fu fortissimo e sanguinoso. Le schiere però del Tedici, sopraffatto dal numero, caddero in poco d’ora sbaragliate e sconfìtte. Venuti allora qui il Tedici e il Panciatichi a singolar tenzone, questi riuscì ad uccidere l’odiato avversario. Gli recise la testa dal tronco, e montato a cavallo, e chiusala pendente all’arcione, velocemente ritornò a Pistoia. Laddove giunto sulla piazza della Signoria, all’affollato popolo gittò quella testa, esclamando: «Pistoiesi! eccovi il capo del traditor della patria!» Fu allora infitta ad una picca, miserando bersaglio di plebe, e ancor sanguinolenta, appesa ad un ferro dinanzi al palazzo degli Anziani. Poscia quando quel teschio apparve spoglio della prima sembianza, ordinò il Comune si scolpisse in pietra una testa simile a quella: la quale, ad esempio pe’ traditori, fu collocata al detto palazzo e ne’ luoghi più pubblici della città, ed infra gli altri al canto de’ Rossi, dove tuttora si vede.

Passato il ponte di Popiglio si volta a destra, e per un sentiero prima pianeggiante, poi scosceso al di là d’ogni idea, si sale dopo tre chilometri e mezzo a