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Da Sarnico a Lovere.


La riviera bergamasca od occidentale cala precipite nel lago ovunque, tranne ne’ brevi spazi da Sarnico a Predore, e nelle lingue di terra depositate dagli sbocchi delle vallicelle a Tavernola, a Riva di Solto, a Castro. Queste oasi di buon terreno alluvionale, coltivate accuratamente ad ulivi, gelsi e viti, sono ridenti. La pendice lenta tra Sarnico e Predore, sparsa da marna ed esposta al levante ed al mezzodì, è lieta di frutte precoci e saporite, e del vino migliore della provincia di Bergamo. I gruppi di ulivi (borai) che oltre Predore s’appiattano sotto le rupi inaccessibili riverberanti, ed annidanti nibbii, falchi e passeri solitarii, sono i più pittoreschi del lago.

Vasta selva stendevasi anticamente dai monti di Predore sino a Trescore, e lasciò i nomi al Foresto, alla Selva di Zandobbio. In quella cacciavansi cignali, caprioli e fagiani sino al 1600. Per tali caccie la piû illustre famiglia romana di Brescia, quella de’ Nonii Arii, avea villeggiatura a Predore, dove eresse simulacro a Diana, con iscrizione ora serbata nel museo di Bergamo. Quelle selve vennero consunte specialmente pel forno di ferro ad Adrara, e per le fucine che furono a Predore ed a Sarnico. Così il forno e