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208 discorsi del reggimento di Firenze


perché voi siate el principe, non prestate orecchi piú che si convenga, agli uomini temerari e licenziosi, né vi lasciate facilmente persuadere le cose nuove ed esorbitante, né apriate la via a suvvertire lo antico modo nostro di vivere, ma procediate nelle vostre deliberazione modestamente e temperatamente, ed in modo che diate causa di nutrire e consolidare la concordia della cittá, non di fare uno caos che ci conduca tutti insieme alla morte.

La provisione che è proposta, non si può negare che non abbia del disonesto; ma disonestissimo, e tanto che io me ne stupisco, è stato quello che ha parlato ultimamente questo venerabile collegio, el quale, se si fussi ricordato che quello magistrato fu trovato per conservare la libertá e la pace della cittá e la quiete di ognuno, non per essere autore di discordie e di legge ed ordini pestiferi, arebbe forse raffrenato piú la lingua sua, né con si poca considerazione confortato ed invitato le Prestanzie vostre a uno modo di governo perniziosissimo; benché in questo merita di essere ringraziato, che poi che voleva pure seminare queste zizzanie, l’ha fatto con tanta passione e con si poca prudenzia, ed implicato in sé medesimo tante contradizioni e proposto cose si impossibili, che chi non è bene cieco ha potuto facilmente comprendere quanto e’ si sia discostato dalla veritá.

Io confesso che la equalitá è buona in una republica, anzi è necessaria, perché è il fondamento della libertá; ma la equalitá che si ricerca, consiste in questo: che nessuno cittadino possa opprimere l’altro, che ognuno sia equalmente sottoposto alla legge ed a’ magistrati, e che la fava di ognuno che è abile a questo consiglio, abbia tanta autoritá I’una quanto l’altra. Cosí si intende la equalitá nelle libertá, e non generalmente che ognuno sia pari in ogni cosa, perché se s’avessi a intendere cosí a occhi chiusi, seguiterebbe che s’avessi a fare uno monte di tutta la roba e danari di ognuno e dividerla per testa, in modo che tanto n’avessi el povero quanto el ricco; seguiterebbe che e’ magistrati, cosí quegli che importano come gli altri, s’avessino a distribuire a ognuno la