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Il bell'Arturo 117


Ma corse nella sua camera e si buttò sul letto sconvolta, dolendosi con gemiti d’ira contro quello stupido male che le aveva impedito di esperimentare, in un’ora così dolcemente complice, qualche suo sentimentale diritto di civilizzazione.

Intanto Arturo, disteso sulla spiaggia, leggeva una delle solite lettere color eliotropio, consegnatagli allora e una signora matura confidava nell’orecchio di una signora giovine il risultato di certi suoi profondi studi psicologici ed estetici, compendiandoli in questa sentenza:

— È un uomo pericoloso.

E la signora giovine, ch’era sposata da un anno, una sera trovò anch’essa modo di farsi portare in barca dall’uomo pericoloso.

Egli le parlò di Londra e di alcune usanze inglesi, di bagni di sole e di docce gelate e sebbene ella non soffrisse il mare, lo guardava e non rispondeva. Fecero il giro di un isolotto e tornarono al largo, mentre la signora continuava a tacere e a guardarlo, quasi fosse in attesa o stesse all’erta per la paura o per la speranza di una sorpresa. Presero terra dopo mezz’ora senza che nulla fosse accaduto, ma il marito della signora, giunto inaspettato in automobile, smaniando come una belva incate-