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IN SELLA


Diventai modesto ma appassionato ciclista per amor paterno.

Confesso che la bicicletta m’era antipatica. Il viandante che cammina tranquillo pe’ fatti suoi e, così all’improvviso, si sente da lato il frullo di una bicicletta, prova una sensazione sgradita che si traduce spesso in interiezioni ingiuriose contro al ciclista e talora contro la Divinità. Pochi non hanno per lo meno un sussulto, un guizzo di sorpresa ed ho visto corridori celebri saltar via come le donne.

Poi a Bologna, dove il selciato non è igienico per le biciclette, girano per lo più i ragazzi che hanno marinato la scuola o la bottega, con la macchina a prestito o a nolo. Chi l’ha del proprio, abomina i chiodi, il vetro ed i ciottoli acuti, e conduce la bicicletta a mano. Dal che viene che l’estetica dei ciclisti urbani qui non inspira entusiasmo.

Perciò la bicicletta mi era antipatica.