Pagina:Guerrazzi - L'asino, 1858, III.djvu/30

28

lesa maestà divina et humana, e poi dopo morte rivivano nella estimazione et adorazione dello universale391.

Cicerone, se io non erro, negli Offici ricercando la etimologia di proverbio dichiara ch’ella deriva da probatum verbum, vale a dire, parola confermata dalla diuturna esperienza, e deve essere così, imperciocchè per ordinario i proverbii contengano un precetto salutare o di morale, o di politica o di medicina o di altro, e sieno come la moneta spicciola della sapienza ad uso del popolo. A tale intento gli uomini poterono mietere con la falce pei campi dell’Asino od abbine testimone questi proverbii, che nè tutti, nè i più belli raccolti da me, io sottometto alla tua regia considerazione.

Attaccare l’Asino a buona caviglia.
Lega l’Asino dove vuole il padrone.
Quando l’Asino vuole la Miccia non puole.
Quando la Miccia puole l’Asino non vuole.
Aut Rex, aut Asinus.
Asin bianco gli va al molino.
Metter l’Asino a cavallo.
Asinus ad lyram.
Far come l’Asino del pentolaio.
L’orzo non è fatto per l’Asino.
L’Asino non vale la cavezza.
Non si ara bene col bue e coll’Asino.
Messere e l’Asino che va nel mezzo.
Non introdurre l’asino in sala, chè poi ti caccia via di camera e di sala.
All’Asino non istà bene la sella.
Chi mette all’Asino la sella, la cigna va per terra.