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aggira come l’Orso per le fiere, e come l’Orso bastonato balla! Altri lo applaude schernitore, altri l’offende molesto. Molti dei nostri amici velaronsi gli occhi con uno strato di terra fuggendo la vista di tanta ignominia: beati loro! I posteri ci aborriranno o piuttosto prenderanno a schifo, però che ai Popoli sia mancato il cuore, agli Ottimati la mente, a tutti il feroce volere, unico padre dei concetti magnanimi, e la concordia che li conduce a compimento e, caduti una volta, perfino la dignità nel patire, ch’è il pudore della sventura. Le eredità dei padri, il retaggio dei figliuoli, anime sbiancate, noi avventurammo a tale gioco dove non ci bastarono le mani: per noi la ragione dell’avvenire fu guasta...... e viviamo! Una grazia ci avanza, e deh! almeno ci venisse concessa: questa sarebbe che corpo, spirito e fama in una medesima fossa restassero eternamente sepolti.

Là sulle rive dell’Adda nella serie dei ritratti dei Dogi che ressero Venezia ne manca uno. Un velo nero sta disteso nella cornice e vi si legge sopra come in quel posto doveva comparire Marino Faliero traditore della patria; così io con tutto il cuore desidero che di un panno nero sia coperta la Italia dal 1846 fino al giorno in cui sorga una generazione di uomini che la vendichi dalla tirannide austriacha, e sopra il panno si