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carne una, senza che tutte le altre vibrino armonia. Ora come farà a sostenere il libero esame un governo, che il divino confondendo con l’umano, già fino ab antiquo volle che fosse dogma immutabile quanto ordinò, e non mica nello spirito ma nella parola eziandio? Il governo della Chiesa romana gli è una vecchia volta fabbricata di mattoni senza calcina; guai a chi ne tentenna un mattone! egli corre risico che tutti gli altri gli rovinino sul capo. Appena nello Stato della Chiesa si fosse posto mano a raddrizzare il becco ai falchi, il mondo avrebbe veduto una cosa stupenda, la quale saria stata questa, che verun governo, nè anco il turco, aveva commesso angherie, spropositi ed altri, ch’io non voglio dire, mali, quanto quello a cui stava preposto il consigliato dallo Spirito Santo. I principi secolari possono, quando ci trovano il conto, confessare i vizii del reggimento loro senza scapito di riputazione, o poco, imperciocchè dov’essi dipendano da ordinanze vecchie, i principi vivi si chiameranno fuori appuntandone i morti, ovvero derivano da provvidenze proprie e allora ne butteranno la colpa sopra i consiglieri, i quali secondo i bisogni si licenziano, s’imprigionano, si fanno dai propri servitori accusare, giudicare e condannare, si bandiscono ed anco nei casi estremi si ammazzano. Non così il papa, imperciocchè egli con tutti i suoi predecessori componga una persona sola