Pagina:Guerrazzi - L'asino, 1858, I.djvu/215


211

conosciamo falsissimo. Tutti i rammentati personaggi, al quali potriensi arrogere Mercurio e Menne tra gli Egizii, Zoroastro tra i Persiani, Confucio chinese, Giano fra i Latini, Melisso appo i Cretesi, Orfeo e Cadomo in Grecia, ed altri parecchi, pretesero incamminare l’uomo verso qualche suo miglioramento, non escluso Maometto, che, vendicati gli Arabi dalla idolatria, volle educarli al culto di Dio, e neppure escluso il Cagliostro, che a fine di conto si travagliava a modo suo intorno alla rivoluzione di Francia e, se avesse potuto, del mondo. A tal fine scansarono la via della verità, imperciocchè questa bene apparisca ignuda come Venere, ma però mostri le costole, più che ad altro somiglievole ad un cristo di Cimabue; nè si pigli un pensiero al mondo di acconciare le strade; anzi pare che cerchi le più dirotte e trovi gusto a insanguinarsi i piedi fra le spine e i sassi; all’opposto provarono per una giravolta più lunga condurcelo calcando il sentiero dello Errore, che allegro picchiando il cembalo, con mille lazzi lo invitava a farsi oltre, mentre gli spropositi suoi figliuoli promettevano spegnere la polvere nella state e spalare la neve nello inverno di su le strade.

Aggiungi, che l’Errore fu conoscenza antica dell’uomo, e appena nato gli cinse con le sue proprie mani le fasce intorno la vita, adulto gli prese domicilio tra la camicia e la carne dando la caccia alle pulci, e morto gli