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Capitolo XX.

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Se uno era il martello, l’altro si poteva dire la incudine; quegli la corda, questi il sapone; il primo cincischiava, l’altro ragguagliava: anzi, a pensarci su, avrei giudicato il difensore della legge meno assai terribile del giudice, imperciocchè il procuratore regio co’ capelli a Medusa, i gesti da Medea sul punto di trucidare i figliuoli, e la voce da Tisifone, che infellonita dalla diuturna repulsa ti entra in casa col conto del delitto in mano a chiederti il soldo in moneta di galera a vita, spaventa l’animo dei giurati, i quali temendo comparire al cospetto delle loro mogli trasformati in bestie feroci, fanno la gatta di Masino, le quale, come si sa, chiudeva gli occhi per non veder passare i topi; mentre il