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— Sicuro; mi ricordo benissimo averlo letto nel trattato dei sacramenti del padre Ilibadeneira, ed anche ho udito quando il curato spiegava il Vangelo alla messa... Avrebbe vostra signoria da favorirmi un sigaro?

— Sì signore.

— Ora mi sia cortese di accenderlo e mettermelo in bocca; mentre vostra signoria mi ammonirà, io mi svagherò a fumare.

Don Giacinto, quantunque la faccenda non gli paresse affatto canonica, accese un sigaro, e dopo provato lo insinuò fra i denti del moribondo: in seguito, postosi in atto di ascoltare, favellò:

— E ora su da bravo, incominci.

Il sigaro ritto mandava fuori dalla cima un filo di fumo, in grazia dell’arsione spontanea del tabacco: al moribondo non era riescito cavarne però fuori una boccata; per lieve fosse lo sforzo che aveva fatto, bastò a menargli fuori l’anima dal petto; della quale cosa don Giacinto essendosi accorto, si volse al compagno dicendo:

— Don Patricio, in che termini si trova col suo moribondo?

— Sembra ch’egli sia in alto mare; non risponde.

— Allora, considerato quello che deve considerarsi, mi permetterei consigliare a vostra signoria andarcene a bere un gotto di rhum e a dormire?