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la parola e l’accento 51
lúgubre lugúbre
pálpebra palpèbra
tènebra tenèbra
símile simíle
úmile umíle

e i verbi (pres. indic. cong. imp.):

pènetro penètro
cèlebro celèbro
sèparo sepáro
èduco edúco
èvito evíto
nútrico nutríco
ímito imíto
íncito incíto
ímplico implíco

accento che si conserva respettivamente anche nella terza persona plurale: pènetrano e penètrano, ecc.

Alcuni nomi proprii con geminazione dell’ultima consonante:

Èttore Ettòrre
Anníbale Annibálle
Dávide Davídde, -tte.

In generale i nomi proprii nel verso ammettono molta libertà quanto all’accentuazione.


§ 8. Le parole ampliandosi o accorciandosi sia per flessione grammaticale, sia pei suffissi, talvolta conservano l’accento sulla medesima sillaba, talvolta lo trasportano sopra un’altra. P. es. amáre, áma, ámano, amáva, amárono; disputáre, dísputano; perdonáre, perdóna; gráto, grázia; amóre, amoróso; pázzo, pazzía; onóre, onorévole; bárba, barbière. Di ciò si parlerà a suo luogo.