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All'acqua morta 187




ALL’ACQUA MORTA.


Lucida sei? Non importa.
       Chiusa tra scabri vivagni,
       Muta ed immobile stagni.
       4Sei lucida, ma sei morta.

Lucida sei, ma di vetro.
       Ah, quel tuo scuro nitore,
       Dove non passa un tremore,
       8Quel tuo nitor, com’è tetro!

Invan l’arbusto fiorito
       Piega, a baciarti, i suoi rami:
       Tu ne rifletti i ricami,
       12Ma non intendi l’invito.