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Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 2, 1910 - BEIC 1838429.djvu/92

86 memorie inutili

de’ saggi, di sproporzionate lussurie e prodigalitá abbagliataci, di quelle che voi chiamate «galanterie» e del frascheggiare; le puntigliose inconsiderate petulanti ragazzesche mosse che faceste senza proposito in alleanza con una comica in questi ultimi tempi, hanno con l’aiuto de’ vostri conoscitori, forse vostri nimici ma forse anche zelanti del pubblico sovrano decoro, svelata la picciolezza del vostro cervello. Non vi resta che questo snudato da ogni abbaglio, dispettoso, gonfio d’un’ambizione suscitata in lui dalle spuree passate ascendenze e felicitá che voi credeste legittime e doverose ad un merito infantato dall’inganno del vostro amor proprio, e vi resta soltanto quella crucciosa e dispettosa fierezza ch’è attissima a rendervi piú sensibili le vostre disgrazie. Voi non siete punto filosofo. La vanitá è la piú assurda di tutte le umane passioni. Ella si distrugge da se medesima nel punto che agisce colla sicurezza di maggiormente giganteggiare.

Il signor Pietro Antonio proccurò di sostenere che della sua caduta improvvisa dalla gloria al ludibrio altro non si poteva incolpare che me e la mia commedia delle Droghe d’amore. — Fosse poi — replicò egli — quella commedia innocente o rea, l’esame non era di quel momento.

L’occhio mio mentale conobbe che questa incertezza dilazionata all’esame non era che una finta cortesia perch’io non interrompessi il filo del suo assassinio rettorico, per ridurmi a un impossibile ch’io non poteva indovinare; e dissi soltanto tra me: — Quando confesserá quest’uomo che le sue direzioni e non altro fecero divenire la povera mia commedia una satira sugli omeri suoi? — Chiusi gli occhi, tacqui; ed egli proseguí ch’egli era invidiato da molti, odiato da un pugno di nobiltá, perseguitato da alcuni Grandi, perché aveva assunto delle competenze con quelli per proteggere delle cause giuste e per rispingere delle sopraffazioni.

— Altro che Droghe d’amore! — dissi tra me. — Gran giudice saggio e possente da porsi in competenza co’ suoi maggiori e gran prudente rassegnato e accorto semplice ministro in una repubblica!