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Pagina:Gozzi - Memorie Inutili, vol 1, 1910 - BEIC 1837632.djvu/14

8 memorie inutili

pubblicazione di infinite schiocchezze, che scoprono una verminosa e fetente piaga d’educazione e fanno vergogna alla nazion nostra; e di molte inopportune arditezze, che amareggiano e irritano degli animi dissimili dall’animo mio, e contrarie a quella pace e a quella buona armonia ch’io sono certo che chi presiede al Governo brama di coltivare per la perfetta universale fratellanza e cordialità che si vuol stabilita e consolidata.

Il libro uscito da Stockholm l’anno 1779, ch’io m’era dimenticato, senza scordarmi le ingiuste sopraffazioni che oppressero il commiserabile autore di quello, e libro risuscitato da non so quante liberali stamperie di Venezia in quest’anno 1797, contiene moltissime verità, ed è peccato che il cruccio e il veleno che acciecano, piú che una filosofica calma, l’abbiano dettato.

Devo però altamente protestare che quanto contiene quel libro contro di me, non è che uno sfogo menzognero suggerito dalle false immagini che lo scrittore s’è formato di me senza conoscermi punto, come proverò ad evidenza; delle infantate supposizioni, che pertinacemente volle alimentare nella di lui sconnessa e rovente fantasia, e una rabbiosa da lui sperata vendetta contro di me d’una sciagura, che da se medesimo s’era tessuta con industria particolare.

La novella stampa fatta in Venezia di quel libro in quest’anno, che ha rinverdite delle fastidiose dicerie popolari in cosa ch’io giudicava dimenticata, m’obbliga finalmente a pubblicare le Memorie della mia vita sinora tenute inedite dalla violenza. Nel secondo tomo di quelle si leggerà, tra la serie de’ miei avvenimenti, per incidenza, estesamente e in una ingenua e chiara verità innegabile, avvalorata da que’ testimoni impuntabili che avrò nominati, che lo scrittore di quel libro ebbe fracido torto in quanto il tosco del suo infiammato cervello l’ha indotto a contaminare una quarta parte delle sue pagine di lorde invettive e d’asserzioni mendaci contro me.

S’egli avesse confessate nel suo libro le intrinseche vere cagioni che lo ridussero allo strettoio della disperazione, si troverebbe che le cause delle sue infelicità furono ben altro che una cattiva commedia da lui fatta divenire una satira personale,