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atto primo 227

     E, quantunqu’ è possente, e superasse
     Tutti gli assalitori, egli è pur vecchio,
     E un giorno con parole risolute,
     E con riflessi alfin disse alla figlia:
     O pensa a prender sposo, o suggerisci,
     Com’io possa troncar le guerre al Regno,
     Ch’io son già vecchio, e troppi Re ho affrontati
     Te promettendo, e poi per amor tuo
     Mancando alla promessa ingiustamente.
     Vedi, che giusta è la richiesta mia,
     Che d’amor non ti manco. O ti marita,
     O di troncar le guerre un mezzo addita,
     E vivi poi, come t’aggrada, e mori.
     Si scosse la superba, ed ogni sforzo
     Fè’ per disobbligarsi. Assai preghiere
     Porse al tenero padre; ma fur vane.
     S’infermò quella vipera di rabbia,
     Fu per morir. Al padre adolorato.
     Ma forte in ciò, questa dimanda fece.
     Della terribil donna udite in grazia
     Diabolica richiesta.
Cal. Odo la fola.
     Che udita ho ancora, e che rider mi fece.
     Odi, s’io la so bene. Ella un editto
     Volle dal padre, che qualunque Principe
     Per sua consorte chiederla potesse.
     Ma con tal patto: ch’ella nel Divano
     Solennemente in mezzo de’ Dottori
     Esporrebbe tre enigmi al concorrente;
     Che, s’egli li sciogliesse, era contenta