Pagina:Gozzi - La Marfisa bizzarra.djvu/72

62 la marfisa bizzarra

19
     Or qui potria domandarmi il lettore
che cosa avvenne poi del cavalcante.
Di tre cavalli è il cocchier conduttore:
dunque che fu di quell’altro brigante?
Dico che il pose di dietro il signore
al cocchio per staffier o vuoi per fante.
Filinor nostro è d’intelletto raro,
e in ogni caso ritrova il riparo.
20
     Fu bella cosa quell’ostier sentire
a comandare alla moglie e a’ famigli,
che si dovesse l’infermo ubbidire.
Poscia alla stalla va a dare i consigli
come si debba il cavai custodire;
ma nel guardarlo par si maravigli.
— Questo — dicea — d’una rozza è il cadavero,
e debbe aver mangiato del papavero. —
21
     Perocché stava molto sonnolento,
e gli occhi cispi aveva e rinfossati.
— Disse il signor ch’è un poledro: io pavento
ch’egli abbia almen quarant’anui passati, —
diceva l’oste; e pigliandolo al mento,
gli vide in bocca denti smisurati.
Sente che in quel spettezzava e tossiva:
l’oste gridava a’ que’ sternuti: — Viva! —
22
     E tra sé disse: — Omè lasso, ho mal fatto; —
e dubitava forte del suo danno.
Lasciamo l’oste irato e stupefatto,
che attenda sua ventura con affanno.
Filinor era da lungi un buon tratto;
e mentre galluzzava dell’inganno,
una sciagura gli avvenne terribile:
io so, lettor, che ti parrá impossibile.