Pagina:Gozzi - La Marfisa bizzarra.djvu/273


canto undecimo 263

63
     Era in que’ tempi il lusso una malia,
che cagionava piú d’una ingiustizia.
L’uomo alterata avea la fantasia,
perdea d’ogni misura la notizia;
ed alla necessaria economia
aveva dato il nome d’avarizia.
Ciò cagionava gran confusione
ne’ provinciali, povere persone.
64
     Turpin delle cittá de’ provinciali
mille altri pregiudizi ed i sistemi
ha scritto diligente negli annali
di conti e cavalier di cervel scemi,
ed etiche peggior de’ serviziali,
ridicole rubriche, insulsi temi,
a tal ch’anche Marfísa io vo’ trar fuori,
ch’ella mi fa pietá tra que’ signori.
65
     Correndo a stracca per la via piú mozza,
giunse sul fiume Iber, lá nella Spagna,
e furiosa im giorno in Saragozza
entrò colla sua moglie o sua compagna.
Qui con un locandiere si raccozza,
sprezza le stanze, di tutto si lagna;
poi scherza seco, poi ride, poi grida,
ma finalmente piglia albergo e annida.
66
     Nelle conversazion col suo guascone,
l’avea sentito mille vòlte a dire
ch’ei teneva efficace inclinazione
d’irsene in Spagna prima di morire;
però spera trovare il suo mignone
in Saragozza, o novella sentire
che glielo additi; e da maschio vestita,
pe’ caffè in traccia conducea la vita.