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a sua eccellenza

la signora

CATERINA DOLFINO

cavaliera e procuratoressa tron

CARLO GOZZI

Con audacia particolare dedico a Vostra Eccellenza la Marfisa bizzarra,- ch’è un fascio di dodici canti da me immaginati e scritti, intitolati «poema»; e non contento ancora d’avergli intitolati «poema», ho aggiunto a questo titolo l’epiteto di «faceto». A mio credere, un tale epiteto gareggia di temeritá colla dedica, giudicando la facezia, spezialmente in questo secolo, molto più difficile della serietá, quantunque meno considerata da infinite persone che non sono né serie né facete.

Un certo bisbiglio di prevenzione fa la Marfisa qualche cosa di conseguenza, e però l’Eccellenza Vostra accetti a buon conto, come a lei dedicato, cotesto bisbiglio anteriore, perché, letta che sia la Marfisa da lei e dal pubblico, non sará trovata cosa degna del menomo riflesso, e sará tronco tosto anche quel favorevole mormorio che le dona qualche fama prima che sia pubblicata. Le prevenzioni onorevoli in aspettativa sogliono riuscir perniziose all’opere ch’escono dalle stampe, perché le fantasie umane, naturalmente voragini insaziabili, in attendendo curiose, si riscaldano, si formano delle idee gigantesche in astratto; ed è facile che sembri loro alfin di vedere la meschina prole della montagna partoriente. La Marfisa, forse con ragfione, sará considerata quel parto, ed io averò avuta la sfacciataggine di dedicarla a Vostra Eccellenza.