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In morte di Giulio Verne.


O che l’Eroe che non sa riposi
discenda nella Terra, o che si libri
per le virtù di cifre e d’equilibri
4oltre gli spazi inesplorati ed osi

tentar le stelle, o il Nautilo rivibri
e s’inabissi in mari spaventosi:
Maestro, quanti sogni avventurosi
8sognammo sulle trame dei tuoi libri!

La terra il Mare il Cielo l’Universo
per te, con te, poeta dei prodigi,
11varcammo in sogno oltre la Scienza.

Pace al tuo grande spirito disperso,
tu che illudesti molti giorni grigi
14della nostra pensosa adolescenza.