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LA RITORNATA DI LONDRA 573
Madama.   Anzi.

Marchese.   Mi par di no. (s’alza
Madama. L’aggradimento mio vi mostrerò. (s’alza
Marchese. So che son ragazzate
Per una che ha le scatole gemmate.
Madama. (Perderlo non vorrei, ch’è generoso). (da sè
Marchese. Se fui ardimentoso,
Vi domando perdono. (sostenuto
Madama. No, tenuta vi sono.
L’accetto per favore,
Ed in voi riconosco un protettore.
Marchese. (Trovato ha le parole). (da sè
Madama. (Secondo il vento navigar si suole). (da sè
Marchese. Se l’onor di servirvi io deggio avere,
Madama, il mio piacere
Suol esser l’allegria,
E all’inglese non vuò malinconia.
Madama. Veramente avvezzata
Sono alla serietà, ma per piacervi,
Caro signor Marchese,
Italiana sarò, non sarò inglese.
  Cogli amanti in Inghilterra
  Si sostien la gravità.
  Ma fra noi, all’italiana,
  So ancor io come si fa.
  Vien in Londra un milordino,
  Fa un risetto, fa un inchino,
  Un regalo, e se ne va.
  L’Italiano vuol parlare,
  Vuol cantare, vuol ballare,
  Vuol goder la società.
  So far l’amore con serietà,
  So far la pazza se occorrerà. (parte