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LA DIAVOLESSA 477
  Non si conosce il bene

  Allor quando si prova;
  Qualche disastro giova
  Le brame a moderar.
  A stabilir si viene
  Il cor nella sua pace,
  Se può d’un mal che piace
  L’inganno ravvisar. (parie

SCENA V.

Dorina, Giannino e Ghiandina.

Ghiandina. Tant’è, signori miei, scoperti siete.

Andarvene dovrete, e forse in pena
Della vostra malizia,
Render conto dovrete alla giustizia.
Giannino. Io non so che vi dite.
Dorina.   Io non so nulla.
Ghiandina. Che innocente fanciulla! (a Dorina
Che giovane dabbene! (a Giannino
Da ridere mi viene. Il signor conte,
La signora contessa.
Il diavolone con la diavolessa!
Il povero padrone assassinato,
Rubato, bastonato.
Tutto vidi dall’uscio di cantina.
Giannino. Abbiateci pietà, cara Ghiandina.
Dorina. Falco n’è la cagione.
Ghiandina. Lo so che quel briccone l’ha ingannato;
Ma sarà, come merta, castigato.
Dorina. Ma voi, come c’entrate?
Ghiandina.   Ci ho da entrare
Più assai che non credete,
Poichè, se nol sapete,