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LA DIAVOLESSA 429
Falco. E quando in questo loco

Vi trovassi un onesto assegnamento?
Dorina. Gli porgerei la mano in quel momento.
Falco. Lasciate fare a me.
Giannino.   Falco, vi prego.
Dorina. Caro Falco gentil.
Giannino.   Falco garbato.
Dorina. M’obbligherete assai.
Giannino.   Vi sarò grato.
Falco. Udite: evvi un riccone,
Che ha nome don Poppone,
Il quale amando assai l’argento e l’oro,
Cerca sempre trovar qualche tesoro.
Basta che un forestier gli si presenti,
E con franchezza ostenti
L’abilità per tali scavazioni,
Gli leva dalia man scudi e dobloni.
Giannino. Ma io non ne so niente.
Falco.   Cosa importa?
Istruirvi saprò, se voi volete.
Fidatevi di me, mi conoscete.
Dorina. Tutto farò quello che far si puote
Per aver saviamente un po’ di dote.
Falco. Basta che col maestro
Si divida la preda.
Dorina.   È cosa giusta.
Giannino. Voi farete il comparto.
Falco. Di quello che verrà, mi basta il quarto.
V’insegnerò la casa:
Andrete soli, per non dar sospetto,
E vi dirò quello che dir dovrete.
Poi, quando in casa siete,
Anch’io vengo a drittura
Per dar credito e forza all’impostura.
Giannino. Intanto ci darete