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LE NOZZE 383
Che si grida fra noi; ma in avvenire

Non si griderà più, certo, sicuro.
Dorina. Io le risse, signore, io non procuro.
Contessa. Preparatevi dunque,
Senza addurre altra scusa, altra ragione,
La man di sposa a porgere a Mingone.
Conte. Oh no, cara consorte:
La cosa non va bene;
Che sposi il giardiniero non conviene.
Dorina. (Affé, tornan da capo).
Contessa.   Il vostro Titta
Certo non sposerà.
Conte. Nè anche il vostro Mingone in verità.
Contessa. Chi può star saldo, stia;
Sì, la ragione mia dee prevalere.
Conte. Con questa bestia chi si può tenere?
Dorina. Signore. (al Conte
Conte.   M’hai capito.
Dorina. La prego. (alla Contessa
Contessa.   M’ho spiegato.
Conte. Titta dovrai sposar. Non vuò schiamazzi.
Contessa. Hai da sposar Mingon.
Dorina.   (O che bei pazzi!)
Conte. Ecco, signora sposa,
Dove il piacer, dove l’amore è ito!
Contessa. Dove il mandò l’indocile marito.
  Non v’è amor, non v’è più pace,
  Dove regna il fiero orgoglio;
  Tollerar, no, più non voglio
  Tanti affanni nel mio cuor.
  A voler non sono audace
  Quel ch’è giusto, quel che giova;
  E il negarmelo è una prova
  Di viltà, di poco amor.
  Non ecc. (parte