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LE NOZZE 379


SCENA II.

Masotto e poi il Conte.

Masotto. Questo è un pochin d’imbroglio,

Regolarsi conviene con prudenza;
Non avrei mai creduto
Che Livietta sapesse i fatti miei.
Nascosta si sarà fra queste porte:
Oh, queste donne sono pure accorte!
Conte. Ebben, Masotto, ebbene1,
Che risposta mi date?
Masotto. Signor, non dubitate;
Vi prometto e vi giuro,
Mingone non l’avrà, state sicuro.
Conte. Sarà dunque di Titta.
Masotto.   Il suo rivale
Non l’avrà certo: a voi
Lascio tirar la conseguenza poi.
Conte. Che dirà la contessa?
Masotto.   Questa volta
Non la supera al certo.
Non fo per darmi merto,
Ma forse Titta2 l’averia sposata,
S’io Dorina non avessi sconsigliata3,
Conte. Masotto un dì vedrà
Quanto grato io gli sia.
Masotto.   Vostra bontà.

SCENA III.

La Contessa e detti.

Contessa. Masotto.

Masotto.   Mia signora.

  1. Nelle edd. Sassi, Fenzo, Guibert: E ben, Masotto, e bene.
  2. Guibert: Ma forse Mingone; e Zatta: Forse Mingone.
  3. Così in tutte le edizioni.