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368 ATTO PRIMO
Ella dee dirlo chiaramente e forte

Di chi vuol, di chi brama esser consorte.
Titta. Lo dica pur, già so ch’io son l’eletto.
Mingone. Preferire da lei sentirmi aspetto.
Dorina. Tutti due meritate,
Ma tutti due mi fate
Un poco di timore;
Ah, sceglierei se vi vedessi il core.
  Voi avete un bel visetto (a Titta
  Rotondetto1, - vezzosetto.
  Voi avete un occhio bello (a Mingone
  Bricconcello2, - ladroncello.
  Ma quel core come sta?
  Come stiamo a fedeltà?
  Ah, furbetto, - graziosetto,
  Mi vorresti corbellar.
  Non ancora, - no per ora,
  Non mi vuò di voi fidar.
  Voi ecc. (parie

SCENA V.

Titta e Mingone.

Titta. Puoi dir quello che vuoi, per te è finita.

Mingone. Sciocco, tu ti potrai leccar le dita.
Titta. E poi la protezione
Del mio signor padrone
Bastami in mio favore.
Mingone. Questa volta non basta il protettore.
La padrona lo sa,
Ch’ei tanta carità per te non usa;
Sa che questa è una scusa
Sol per aver vicina

  1. Ed. Fenzo: ritondetto.
  2. Nelle stampe del settecento: briconcello.