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IL POVERO SUPERBO 307
Dorisbe. Vi saluto.

Madama.   A me nulla?
Scrocca.   Ancora a lei
Ossequioso faccio i doveri miei1.
Lustrissimo padron, che bella ciera,
Che siate benedetto!
Quando vi veggo, il cuor mi brilla in petto.
Pancrazio. Grazie, amico, vi do, cosa v’occorre?
Scrocca. Un’ambasciata sola io devo esporre.
A voi mi manda il cavalier dal Zero 2
L’illustrissimo mio signor padrone.
Che venir brama alla conversazione.
Io ho (atto l’ambasciata mia brevissima
E sono servitor di vusustrissima.
Pancrazio. Ma amico mio, con tanti
Stirati complimenti
Fate serrare il cuor, stringere i denti3,
Dunque il marchese vuol...
Dorisbe.   No, il cavaliere.
Pancrazio. Venire a visitarmi?
Scrocca.   Sì, illustrìssimo.
Pancrazio. Che venga pure, è mio padron carissimo.
Scrocca. Io vado a riferir 4 le grazie vostre
All’illustre, illustrìssimo padrone.
(Ei con tale occasione
Procurerà bel bello
Il danaro che aver cerca a livello), (da sè, e parte

SCENA XII.

Pancrazio, Madama e Dorisbe.

Madama. Oh che pazzo galante!

Dorisbe. Con vostra buona grazia, io vado un poco

  1. Anche questo bel verso è nel testo.
  2. Nel testo è qui stampato: del Zero.
  3. Nel testo: rifferir.
  4. Nel testo: stringere denti.