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112 ATTO SECONDO
Artimisia. Celindo, quel ch’io provo

Nel mio tenero petto,
È veramente affetto;
Non vi burlo, non fingo e non v’inganno.
(Anche alla nipotina un po’ d’affanno). (da sè
Erminia. (Misera me!) (da sè
Celindo.   Signora,
Se potessi la man...
Artimisia.   La vostra mano
Ad Erminia è dovuta.
Eccola.
Celindo.   (Oh cieli! Io non l’avea veduta), (da sè
Erminia. No, non vi confondete,
Se voi pentito siete
Della fede giurata all’amor mio;
Sono del vostro amor pentita anch’io.
Celindo. Erminia, questo cor...
Erminia.   Più non lo curo.
Celindo. Artimisia potrà...
Erminia.   Di lei non cerco.
Celindo. Ah, pria ch’io mi disperi...
Voi parlate per me. (ad Artimisia
Artimisia. Sì, volentieri.
  Nipotina, mi dispiace, (ad Erminia
  Ma non posso il ver celar.
  Dice lui, che gli dispiace
  Questa flemma di parlar.
  Dice lei, che siete bello, (a Celindo
  Ma che siete sgarbatello,
  Senza grazia nel parlar.
  (Voglio farli disperar). (da sè
  Non c’è caso, non vi vuole, (ad Erminia
  Non la posso accomodar.
  Ho gettate le parole, (a Celindo
  Non vi vuol più sopportar.