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88 ATTO SECONDO
Lucrezia. Grazie al Cielo, ci vedo.

Ma dimmi, anima mia, nelle sventure
Come vieni sì grasso?
Collatino.   Io grasso! oh bella!
Tu sì, cara consorte,
Sei un pan di butirro.
Lugrezia.   Io certamente
Non ho sulla mia pelle alcuna rappa1,
Son bella, tonda, e grossa, e non son fiappa2.
Collatino. Si vede ben...
Lugrezia.   Ma dimmi
Dal naufragio comun come sortisti?
Collatino. A un timon di galera io m’attaccai,
Onde... ma viene il re.
Lugrezia.   Salvati, presto.
Collatino. Dove!
Lugrezia.   Cieli, non so.
Colà dentro: ma no.
Vanne di qua: nemmeno.
Vien con me: non va bene.
Entra là: non conviene.
Presto, non v’è altro caso:
Nasconditi, ben mio,
Là dove sta delle immondizie il vaso.
Collatino. Tremo da capo a piè per il timore;
Guai se no3 avessi di Romano il core! (si ritira

SCENA III.

Lugrezia, poi Albumazar; e Collatino ritirato.

Lugrezia. Serberò a Collatino

La mia fede sincera,
S’io credessi per lui gir in galera.

  1. Voce dialettale: grinza, ruga. V. Patriarchi E Boerio.
  2. Dialettale: floscia, vizza. V. Patriarchi e Boerio.
  3. Guibert e Zatta: non.