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508 ATTO SECONDO
Ernesto. Ed io, per esser pronto,

A sostener la mia caricatura,
Vado tosto a cambiar spoglie e figura. (parte

SCENA II.

Ecclitico e Bonafede che dorme.

Ecclitico. Bonafede ancor dorme:

Tempo è di risvegliarlo.
Con questo sal volatile.
Sciogliendo i spirti che fissati ha l'oppio.
In sè ritornerà. (gli pone un vasello sotto le narici
Bonafede.   Flaminia...
Ecclitico.   Ei chiama
La figliola fra il sonno e la vigilia.
Bonafede. Ehi, Clarice... Lisetta...
Ecclitico. Ora si va svegliando.
Bonafede.   Eh! dove sono?
(si alza bel bello
Ecclitico. Amico.
Bonafede.   Olà, chi siete?
Ecclitico. Che? non mi conoscete?
Non ravvisate Ecclitico?
Bonafede.   Voi quello?
Ecclitico. Sì; quel son io.
Bonafede.   Ma dove,
Dove, amico, siam noi?
Ecclitico. Dove la sorte tutti i beni aduna,
Nel bellissimo Mondo della Luna.
Bonafede. Eh! mi burlate?
Ecclitico.   E non ve ne accorgete
Dello splendor che fa più bello il giorno?
Dell’aria salutar che spira intorno?
Bonafede. È vero. Oh che bel giorno! 1