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502 ATTO PRIMO
Se resto senza voi! Ma in qual maniera

La voce di lassù potè arrivare?
Ecclitico. Là nel mondo lunare
Un astrologo v’è, come son io.
Che ha fatto un canocchial simile al mio.
Congiunti nella cima i canocchiali,
E levato il cristallo, o sia la lente,
Facilissimamente
Sento quel che si dice in l’altro mondo,
E col metodo stesso anch’io rispondo.
Bonafede. Oh prodigio! oh prodigio! Ed in che modo
Sperate andar tant’alto?
Dalla terra alla luna vi è un gran salto.
Ecclitico. Tutto vuò confidarvi.
Dal canocchiale istesso
Il grande imperatore
Mi ha fatto schizzettar certo licore,
Che quando il beverò,
Leggermente alla luna io volerò.
Bonafede. Amico, ah, se voleste.
Aiutar mi potreste.
Ecclitico.   E come mai?
Bonafede. Schizzettatemi un po’ di quel licore
Che v’ha mandato il vostro imperatore.
Ecclitico. (Eccolo nella rete).
Bonafede.   E poi anch’io
Verrò lassù con voi.
Ecclitico.   Ma non vorrei,
Che se ne avesse a mal sua maestà.
Bonafede. È un signor di buon cor, non parlerà
Ecclitico. Orsù, mi siete amico;
Vi voglio soddisfar. Quest’è il licore.
Giacchè non v’è nessuno,
Vuò che ce lo beviam metà per uno.
Bonafede. E poi come faremo?