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IL MONDO DELLA LUNA 487
Chi finge nome, titolo e figura:

Oh che gran bel mestier è l’impostura!
Io fo la parte mia
Con finta astrologia,
Ingannando egualmente i sciocchi e i dotti,
Chè un bravo cacciator trova i merlotti.
Eccone uno: ecco quel buon cervello
Del signor Bonafede.
Da lui che tutto crede,
Con una macchinetta,
Inventata dal mio sottile ingegno,
Far un colpo galante ora m’impegno.

SCENA II.

Bonafede e detto.

Bonafede. Si puol entrar?

Ecclitico.   Sì, venga, mi fa grazia.
Bonafede. Servo, signor Ecclitico:
In che cosa si sta lei divertendo?
Ecclitico. Nella speculazion di varie stelle.
Stav’or considerando
L’analogia che unisce
Alle fisse Ferranti,
Al capo di Medusa il Can celeste,
Al cuore del Leon la Spiga d’oro,
Ed all’Orsa maggior l’occhio del Toro.
Bonafede. Oh bellissime cose!
Anch’io d’astrologia son dilettante;
Ma quel che mi dà pena,
È il non saper trovar dottrina alcuna
Che mai sappia spiegar cos’è la luna.
Ecclitico. La luna è un corpo diafano,
Che dai raggi del sol è illuminato;