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466 ATTO TERZO
Cleante. Non credo, e non ricuso

Di dubitar. Lasciatemi quel foglio.
Lindora. Eccolo. A voi, signor, mi raccomando,
Fate che Floro ingrato
Mantenga la parola,
O fatelo appiccare per la gola.
  Un esempio dar bisogna
  A quest’uomini crudeli,
  Che noi chiamano infedeli,
  E non fanno che tradir.
  Come attaccasi la rogna,
  Fa lo stesso la incostanza;
  E degli uomini è l’usanza
  L’ingannare ed il mentir. (parte

SCENA II.

Cleante, poi Floro.

Cleante. Ah se ciò fosse ver, vorria... Ma viene

Con passo grave e altero
Il principe, non so se finto o vero.
Floro. Quel vostro signor principe Roberto
Mi ha fatto un complimento,
Che s’io avevo paura,
Mi faceva cader morto a drittura.
Cleante. Perdonate all’amor che lo fa cieco.
Egli è di già pentito, ed ha promesso
Chiedervi scusa al giovanil trascorso.
Floro. Venga; un certo discorso
A Roberto vuò far segretamente.
Che amici resteremo eternamente.
Cleante. Ditemi, avete voi
Un certo camerier che Floro ha nome?