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450 ATTO SECONDO
  Quegli occhietti sì furbetti,

  Dicon sì che Floro siete.
Floro.   Sarò Floro, se il volete,
  Ma per poco io lo sarò.
Lindora.   Sì, briccon, che quel tu sei.
Floro.   Più rispetto a’ pari miei.
Lindora.  Perdonate.
Floro.   Chi son io?
Lindora.   Il cor mio - mi dice Floro.
Floro.   Arrogante! - io son Ferrante.
Lindora.   Siate l’uno, o l’altro siate,
  Non negate a me pietà.
Floro.   Pellegrina, - vezzosina.
  Se volete, avrò pietà.
Lindora.   (Oh fatale somiglianza,
  Che dubbiosa ancor mi fa!)
Floro.   La franchezza e l’arroganza
  Sempre mai trionferà). (partono

SCENA V.

Camera.

Rosmira e Roberto.

Rosmira. Pur troppo, è vero, il genitor impone

Che al principe Ferrante io dia la mano.
Cleante, mio germano,
Che per Dorinda tua langue d’amore.
Antepone l’amor al proprio affetto,
Ed affretta le nozze a mio dispetto.
Roberto. Ah lo dissi, mio bene.
Che perderti dovea.
Rosmira.   No, non mi perdi,
Sarò tua finch’io viva.
Se il destino ti priva