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390 ATTO SECONDO
Cornelio. Oh gran donna! oh gran donna!

Io col tuo esempio
Propor vuò a Filiberto
L’aggiustamento della lite. A lui
Chiederò la sua firma,
Per chiudere il contratto,
E quand’egli mi creda, il colpo è fatto.
Aurelia. Con ragion ci ha congiunti
Amor sagace e scaltro;
Nati siam veramente uno per l’altro.
Cornelio. Ah, ch’io non vedo l’ora.
Cara, che tu sii mia.
Aurelia. Tua sarò, ma non voglio gelosia.
Cornelio. Dammi la bella man. Lascia che almeno
Io me la stringa al seno.
Aurelia. Sì, caro, ecco la man, se tu la vuoi;
Del mio core e di me dispor tu puoi.

SCENA II.

Filiberto in disparte, e detti.

Cornelio. Oh che cosa gustosa (si tengono sempre per mano

Aver sì bella sposa!
Aurelia. Oh che felice sorte,
Aver sì buon consorte!
Cornelio. Marito fortunato,
Aurelia. Quando, quando verrà quel dì beato?
Filiberto. Bravi. Buon pro vi faccia.
Cornelio. (Oh maledetto!)
Aurelia. Vi giuro, e vi prometto, (a Filiberto
Caro il mio ben, che sempre parlerei
Del nostro matrimonio,
E ne chiamo Cornelio in testimonio.
Cornelio. (Oh brava!) Sì, davvero,