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386 ATTO PRIMO
Filiberto. Dammi dunque la borsa.

Pasquino.   Eccola qui.
Filiberto. Questi pochi denar son risparmiati.
Pasquino. Li volete contar?
Filiberto.   Li ho1 già contati.
Li porrò nello scrigno,
Ma incomodar non mi vorrei. Pasquino,
Tieni le chiavi... no... fidarsi troppo
Non istà bene. Adesso. Porporina.

SCENA XI.

Porporina e detti.

Porporina. Signor.

Filiberto.   Il tavolino
Porta, e lo scrigno. Aiutala2, Pasquino.
Porporina. Subito. (Pesa poco, è ormai finito).
Pasquino. (Volea darmi le chiavi, e si è pentito).
Porporina. (Chi non si fida, merta esser gabbato).
Pasquino. (Di trappolarlo il modo ho già pensato).
Porporina. Ecco lo scrigno.
Filiberto.   Tieni, aprilo tosto.
Porporina. L’ho aperto.
Filiberto.   Brava.
Porporina.   Altro da noi comanda?
Filiberto. Andate pur; da me mi divertisco.
Porporina. Serva, signor padron. (parte
Pasquino.   La riverisco. (parte
Filiberto.   Scrigno caro, bello, bello,
  Te ne vai così pian piano,
  Ed ormai non ve n’è più.
Porporina. Ehi, signor, siete chiamato.

  1. Nelle stampe del Settecento: gl’ho, oppure l’ho.
  2. Nelle stampe del tempo: Ajutale.