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IL NEGLIGENTE 375
Pasquino. Se ti vuò bene? e come!

Ma per non mi scordar la mia lezione,
Io me n’andavo a dire a ser Imbroglio
Del testamento e la prostituzione.
Porporina. Vorrei ti ricordassi
Della tua Porporina.
Pasquino. La sera e la mattina,
Quando mi levo, e quando vado a Ietto,
Penso sempre, mia cara, a quel visetto.
Porporina. Eh tu burli, lo so.
Pasquino.   No, ch’io non burlo,
Te lo dico di core.
Porporina.   Eh furbacchiotto,
Mi vorresti far giù.
Pasquino.   Per te son cotto.
Porporina. Via, via, vanne, Pasquino;
La cosa preme assai.
Vanne, e ritornerai poscia da me.
Pasquino. Se premesse al padron, v’andria da sè.
Porporina. Sai la sua negligenza.
Pasquino. Vado... ma dove? oh bella!
Non mi ricordo più dov’abbia a andare.
Porporina. A Palazzo.
Pasquino.   La borsa l’ho da dare...
A chi?
Porporina.   A messer Imbroglio.
Pasquino. Messer Imbroglio amato,
Sta volta più di voi sono imbrogliato.
  Ho da dir che il testamento...
  Ho da dir... non ne so più.
  Porporina... dillo tu...
  Zitto, zitto, l’ho trovata.
  Ho da dir, ch’è la ragione
  Della sua prostituzione,
  Che si deve sostener.