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L'ARCADIA IN BRENTA 347
Laura. Per le ninfe d’Arcadia è un buon pastore.

Foresto. Signori miei, disingannar vi voglio.
Il povero Fabrizio è disperato.
Egli s’è rovinato:
Ordina di gran cose, ma stamane
Non ha due soldi da comprarsi un pane.
Laura. Ma la mia cioccolata?
Foresto. Per stamattina è andata.
Conte. La caccia e il desinar?
Foresto.   Convien sospendere
Fin che si trovin quei che voglion spendere.
Lindora. Ma il cappon vi sarà?
Foresto.   No, certamente.
Lindora. Come viver potrò senza ristoro?
Ahimè, che languidezza! Io manco, io moro.
Conte. Ah Madama, Madama,
Eccovi samperiglie,
Spirito di melissa,
Acqua della regina,
Estratto di cannella soprafina.
Lindora. V’è alcuna spezieria?
Foresto.   Sì, mia signora.
Lindora. Deh fatemi il piacer, Contino mio,
Andatemi a pigliare,
Giacché non ho ristoro,
Della polvere d’oro,
Un cordial di perle,
Un elexir gemmato
Con qualche solutivo delicato.
Conte. Per servirvi, Madama, in un istante,
Pongo lo sprone al cor, l’ali alle piante. (parte