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346 ATTO TERZO
Torta, latte, insalata, e pochi frutti;

E poi il di lei bel cor contenta tutti.
Fabrizio. Ah, non vuol altro? Sì, sarà servito;
Stamane il desinar sarà compito.

SCENA IV.

Foresto e detti.

Foresto. Signor Fabrizio.

Fabrizio.   Ebben, che c’è di nuovo?
Foresto. È un’ora che vi cerco, e non vi trovo.
Dove diavolo è
Il rosolio, il caffè?
Giacinto ne vorria, Rosanna il chiede,
E un cane che lo porti non si vede.
Fabrizio. Oh canchero! mi spiace. Presto, presto,
Pancrazio, dove sei? (il Servo
Apri l’orecchio bene:
Servi questi signor come conviene.
  A Lauretta la sua cioccolata,
  A Madama un tazzin di ristoro,
  Il rosolio a quegli altri, e il caffè.
  Poi farai una torta sfogliata.
  (Zitto... ascolta). Farai un pasticcio...
  (Zitto, dico. Non dir non ve n’è).
  (Già lo so tutto quel che vuoi dire.
  Non v’è roba, non v’è più denaro.
  Non importa, sta cheto, l’ho caro;
  Tai pensieri non toccan a te). (parte col Servo

SCENA V.

Il Conte, Madama Lindora, Lauretta e Foresto.

Conte. Generoso è Fabrizio.

Lindora.   E di buon core.