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312 ATTO PRIMO
Rosanna.   Gli affetti miei

Ho confidati a lei.
Fabrizio. Dunque voi pur mi amate?
Rosanna. Pur troppo è ver!
Fabrizio.   Bellezze fortunate! (toccandosi il viso
Giacinto, che ne dite?
Forse v’ingelosite?
Giacinto.   Niente affatto,
Io non sono sì matto.
S’ella v’ama, signor, io vado via,
Che non voglio impazzir per gelosia.
  D’un amante è gran follia
  Impazzir per gelosia.
  S’una donna è di me stanca.
  Non mi manca - altra beltà.
  Per la donna chi s’affanna,
  Chi s’adira, assai s’inganna;
  Già si sa, che invan si spera
  Una vera - fedeltà. (parte

SCENA V.

Rosanna e Fabrizio.

Fabrizio. Dunque, se voi mi amate,

Discorriamola un poco.
Rosanna. Ma Laura sarà poi meco sdegnata.
Fabrizio. Io non vuò quella donna indiavolata.
Rosanna. L’amicizia, il dover non lo permette.
Fabrizio. Amor non vuol riguardi.
Aggiustiamo le cose infra di noi,
E lasciate che poi Lauretta dica.
Rosanna. V’amo, ma non vogl’io tradir l’amica.
Fabrizio. Oh caro il mio tesoro,
Già spasimo, già moro.