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Altra recita a Firenze, nel ’72 (v. libretto nel Liceo musicale di Bologna), e altra a Torino col titolo il Superbo deluso (nello stesso anno il Bertati scriveva la Contessa di Bimbimpoli, musicata da Gennaro Astarita a Venezia: v. Rolandi). Nel ’73 si recita a Roma, nel teatro delle Dame, con Musica di Marcello di Capra (il libretto è anche presso la biblioteca del Liceo Musicale di Bologna). Nel ’74 vediamo una recita a Lisbona, col titolo il Superbo deluso e musica del Gassmann (qualche alterazione subì il libretto: v. Sonneck) e una a Brescia nell’agosto, con musica di Gassmann e d’altri (Sonneck) e una a Modena, come sopra (v. Gandini, II, 38); nell’autunno dell’anno stesso si rappresenta a Venezia col titolo di Conte Baccellone e musica del maestro Giacomo Rust (v. Wiel). Scriveva in questa occasione il Giornale Enciclopedico (nov. 1774), diretto da Domenico Caminer e dalla figlia Elisabetta: "Questo libretto è originariamente del signor Dottor Goldoni scritto per intermezzo; fu poi ridotto ad Opera dal Signor Calzabigi col titolo la Contessina. Fu recitato per quasi tutta la Italia con aggiunte ecc., ed è molto ridicolo". Nel medesimo anno anche l’Astarita musicava la Contessina (v. Fétis e altri); e l’anno dopo il giovane Cimarosa. Un’altra recita della Contessina ebbe luogo a Verona, nel ’75, con musica di Niccolò Piccinni: il libretto porta il nome del Coltellini (v. Sonneck e Schatz). In questo anno si diede pure a Dresda, con musica del Gassmann (v. Wotquenne). Una Contessina si cantò poi a Bologna nel 1778 con musica di Astarita, Cimarosa, Gassmann (Musatti, l. c., e la Contessina del Gassmann riapparve nell’anno stesso nel teatro di Kjòbenhavn (Sonneck). Una Contessina troviamo a Parma nel 1779 (v. P. E. Ferrari) e a Rimini nel 1780 (libretto presso il Liceo Musicale di Bologna) e a Pavia (con musica del Gassmann) nel 1782 (Bustico, Drammi, cantate ecc. di C. Goldoni, 1925, p. 28). Una fortuna più strepitosa non potevano augurarsi il conte Baccellone e la sua vana figliuola; ma non credo che se ne rallegrasse molto Carlo Goldoni, saccheggiato e maltrattato da poetastri e da compositori, senza lode e senza frutto.

Dopo la stampa dal 1743, fatta a Venezia dal Fenzo, di cui si vede l’intestazione a p. 117, la Contessina fu raccolta dal Tevernin nel t. IV (1753) delle Opere Drammatiche Giocose di Polisseno Fegejo P. A., e fu riprodotta a Torino nella ristampa dell’Olzati, t. IV (1757). Ignoro se il libretto fosse ristampato a Milano per la recita del 1759 e a Pisa per quella del 1766. Uscì a Lucca, nel tomo V della Biblioteca Teatrale Italiana scelta e disposta da Ottaviani Diodati patrizio lucchese, in Lucca, 1762, per Gio. Della Valle. Finalmente la ritroviamo nel t. 38 (t IV, cl. IV) delle Opere Teatrali del Goldoni edite dallo Zatta a Venezia, il quale porta la data del 1769. Delle stampe dell’Ottocento qui non mi curo.

G. O.