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126 ATTO PRIMO
Conte.   Io so come si vive,

E so che il basso mormorante volgo
In noi nobili e grandi
Fissando gli occhi suoi,
Impegnati ci rende a far da eroi.
Lindoro. E veramente il conte Baccellone,
La di cui nobiltade in alto sale,
Un eroe può chiamarsi originale.
Conte. Vuò parlarvi, marchese. Contessina,
Ritiratevi tosto.
Contessina.   Io v’obbedisco.
Lindoro. (Bella, moro per voi).
Contessina.   (Per voi languisco).
  M’inchino al conte padre,
  Son serva al marchesin.
  (Che volto peregrin,
  Che bella grazia I)
  (Ha due pupille ladre
  Ha un labbro che innamora.
  Ah! di mirarlo ancora
  Io non son sazia). (parte

SCENA VI.

Il Conte e Lindoro.

Conte. Chi nasce grande, ha la virtude infusa.

Or fra l’altre virtudi,
Che adornano l’illustre mente mia,
Evvi l’astrologia. Conosco appieno
Il vostro cor. Io dalle vostre ciglia
Conosco che adorate la mia figlia.
Lindoro. Ah! signor...
Conte.   Marchesin, non arrossite 1.

  1. Così l’ed. Fenzo. Nelle edizioni posteriori: non vi arrossite.