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102 ATTO TERZO
Albumazar. Orsù, di già ho risolto:

Ti voglio per mia moglie,
Teco voglio sfogar le ardenti voglie.
Lugrezia. Voglio, dici crudele?
Voglio, contro il voler de’ giusti Dei?
Un mentitor tu sei.
L’oracolo è scoperto,
Si sa che tu chiudesti,
In una statua con inganno eretta,
Quel che viene a vuotar la tua seggetta.
Albumazar. E ben, che importa a me che sia scoperto?
Quel che aver non potrò con la dolcezza,
Otterrò con la (orza.
Lugrezia.   (Oh me infelice,
La pudicizia mia veggo in pericolo).
Albumazar. Orsù, tu stessa eleggi:
O consola il mio affetto,
O ch’io con le mie man ti squarcio il petto.
Lugrezia. (Oh diavolo! che dici?
O ceder, o morir? Che far degg’io?
Ceder? L’onor è fritto.
Morir? Non mi par ora).
Albumazar. Non risolvesti ancor?
Lugrezia. Vi penso ancora.
(Roma che dirà mai, che dirà il mondo,
S’io per salvar la vita
Sacrifico l’onore?
Eh Lugrezia, risolvi: animo, e core).
(Si mora, sì, si mora... ma si mora?
Adagio ancora un poco,
Che il morire mi sembra un brutto gioco.
Il cor mi batte in petto,
Il viso si scolora).
Albumazar. Non risolvesti ancor?
Lugrezia.   Vi penso ancora.