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PARTE PRIMA.

Donna Florida alla Tavoletta.

  Gran miseria d’una sposa,

  Che ha il marito cacciatore!
  Si alza presto, e dormigliosa
  La condanna a star da sè.
  Non la guarda appena in faccia,
  Favellar non sa d’amore;
  E più stima un can da caccia
  Di una donna, come me.
Ah mi querelo, e mi tormento in vano.
Don Ippolito certo ha del villano.
Appena, appena si vedea stamane
Della nascente Aurora
Spuntare il primo lume,
Lo scortese balzò fuor delle piume.
Eccolo, che or ritorna;
Sarà al solito stanco e affaticato.
Chi sa quanto ha sudato,
Ora al monte, ora al piano, a sol scoperto!
Per la sua moglie nol farebbe al certo.

Don Ippolito da Cacciatore, e la suddetta.

Ippolito. Oh bel piacere! oh bel piacer la caccia!

Florida. Bene. Buon pro vi faccia.
Prendete avanti di sì bel contento1,
E andate sempre a contrastar col vento!
Ippolito. Mi corico alle due2;
Ci sto sino alle dieci; e vi par poco?

  1. Nell’unica edizione che abbiamo di questo Intermezzo (Roma, Puccinelli, 1756) è stampato: concento.
  2. Due ore dopo il tramonto, secondo l’antico computo.