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LA PELARINA 41


     Correndo, chiedendo
     Aiuto, pietà1.

Volpiciona. Chi leone è ne’ detti,

Spesso è lepre ne’ fatti.
Pelarina. Che vorreste voi dir?
Volpiciona.   Uh sento gnente.
Pelarina. Ritiriamci in disparte.
Vedrem s’è Tascador.
Volpiciona.   Ci giovi or l’arte. (si ritirano

SCENA II.

Tascadoro in maschera da dorma, e dette.

Tascadoro. Maledetta paura,

A che mai mi riduci! E pur io voglio
Andar da Pelarina, anco al dispetto
Di colui che mandò questo biglietto.
Pelarina. Chi mai è quella maschera che veggio?
Volpiciona. Chiarirmi io vuò.
Tascadoro.   Si può sentir di peggio?
Signor buffalo. (A me!) Se mai più in casa
Di Pelarina andar, e di guardarla
Sì ardito tu sarai,
Con la vita l’ardir tu pagherai.
Il conte Campagnola.

Pelarina. La mascheretta è Tascadoro.
Volpiciona.   Eh via.
Tascadoro. Chi mai creduto avria
Colei tanto infedel? Ma forse ancora
Non sa di questo Conte indiavolato.
Pelarina. È desso, e sconcertato
Ora è il nostro disegno2.
Tascadoro. Per schivar ogn’impegno

  1. Nell’ed. Valvasense si aggiunge: Veduto etc.
  2. Nell’ed. Zatta il testo è così mutato: “Pelarina. È desso, è sconcertato. Volpiciona. Ora il nostro disegno eseguiremo.