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LA FAVOLA DE' TRE GOBBI 427

SCENA V.

Il Conte ed il Marchese.

Parpagnacco. Dunque sarem d’accordo;

Dunque anderemo insieme
Alla conversazion?
Conte.   Sì, non mi preme.
Venite da Madama,
Venga il terzo, ed il quarto, ed anco il quinto:
So che il merito mio sarà distinto.
Parpagnacco. Sapete, signor Conte,
Perchè una tal risposta
Diedi alla cameriera?
Perchè la mia maniera,
Il mio garho, il mio tratto,
Darà a voi, darà a tutti scaccomatto.
Conte. Veramente voi siete un bel Narciso.
Parpagnacco. Oh che leggiadro viso!
Che grazia avete voi!
Lo giuro da Marchese,
Siete una figurina alla Chinese.
  Se vi guardo ben bene nel volto,
  Voi mi fate di risa crepar.
  Quel visino così disinvolto
  È una cosa che fa innamorar.
  Che ti venga la rabbia nel dorso;
  Guarda l’orso, mi vuole graffiar.
  Pretension veramente da pazzo 1,
  Con quel grugno voler far l’amor.
  Zitto, zitto; non tanto schiamazzo,
  Che Madama vi vuole sposar.
  Oh che matto che sei da ligar!

  1. Mancano questi ultimi versi nell’ed. Occhi.