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412 PARTE PRIMA
Per fuggir il periglio,

Nascondervi colà.
Parpagnacco.   Poi, se mi trova?
Madama. Lasciate far a me.
Difendervi prometto.
Parpagnacco. Che mi spiani la gobba io già m’aspetto.
(si ritira in una camera
Madama. Vi vuol un po’ d’ingegno
A far l’amor con questo e con quell’altro,
E vi vuol pronto labbro ed occhio scaltro.

SCENA III.

Il Baron Macacco e detta1.

Macacco. Ma ma ma ma ma ma ma ma madama,

Vi chie chiedo perdono.
Madama. Del barone Macacco io serva sono.
Macacco. Cosa fa fa fa fate?2
Madama. Io sto be be be bene.
Macacco. Non mi co co co co co corbellate3.
Madama. Pensi lei; signor sì,
Parlo anch’io4 qualche volta co così.
Macacco. Io son inna na na na na namorato5
Di voi, mia be be bella,
Viver non po po posso
Senza chia chia chia chia chiamar aita6
Da voi, che che che siete la mia vita.
Madama. (Che ti venga la rabbia!
Oh che bella figura!
Questo può dirsi un mostro di natura).

  1. Nelle edizioni precedenti all’ed. Zatta, non essendovi la divisione in scene, si trova questa didascalia: viene il Macacco.
  2. Ed. Occhi: Co co co cosa fate?
  3. Occhi: Non mi co corbellate.
  4. Così Zatta. Nelle stampe precedenti: Parl’anch’io.
  5. Occhi: Io son innamo mo mo mo morato.
  6. Occhi: Senza chieder aita.